giovedì 23 marzo 2017

Domo, attese oltre 2000 persone per la Veglia delle Palme 2017


E' stato ufficialmente presentato il programma della Veglia delle Palme 2017, per la prima volta ospitata a Domodossola. I giovani della Diocesi di Novara si riuniranno sabato 8 Aprile per vivere una giornata di spiritualità e cultura inserita nel cammino dell’anno di Pastorale Giovanile. E’ previsto l’arrivo in città di circa 1500-2000 persone.
“Grandi cose in me” è il filo conduttore dell’incontro. Il Vescovo ha recepito a livello diocesano la volontà di Papa Francesco di affidare alla protezione di Maria i giovani cattolici nel triennio di preparazione al raduno mondiale di Panama 2019. Per questa ragione la giornata avrà inizio con la fiaccolata in staffetta che dal Santuario della Madonna del Sangue di Re accompagnerà l’immagine della Vergine fino a Piazza Mercato. Nel pomeriggio l’icona sarà esposta all’interno della Chiesa di San Giuseppe, dove sarà possibile vivere il Sacramento della Confessione e l’Adorazione Eucaristica.
La Parrocchia e l’Amministrazione Comunale hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa della Diocesi, ed hanno avviato una stretta collaborazione per concordare e attuare un programma molto ricco.
E’ un onore aver pensato a Domodossola come sede di questo evento” ha esordito il Sindaco Lucio Pizzi nella conferenza stampa di presentazione tenutasi a Palazzo di Città. “Abbiamo proposto alla Diocesi – ha spiegato il Vicesindaco e Assessore alle Politiche Giovanili Angelo Tandurella – di accogliere i ragazzi sin dal primo pomeriggio anche per poter organizzare eventi collaterali, come visite guidate alle aree storiche della città a cura degli studenti dell’indirizzo Turistico dell’Istituto Einaudi”.
Sono previsti anche momenti ricreativi. Il centro storico sarà animato da spettacoli di strada della compagnia Wanda Circus, mentre in piazza Mercato sarà allestito lo stand: “Rivivi la tua GMG: lascia la tua impronta”, dove i giovani potranno riflettere sul senso dell’esperienza vissuta a Cracovia lo scorso Luglio. Sotto i portici del Teatro Galletti sarà allestito un punto di ristoro a cura della Pro Loco, che garantirà il proprio supporto logistico.
Presso il Santuario della Madonna della Neve in via Rosmini con inizio alle ore 20.45 si terrà la Veglia di Preghiera, presieduta dal Vescovo Franco Giulio Brambilla. In caso di maltempo il momento di meditazione avrà luogo nella chiesa del Cristo Risorto a Villadossola.
In questo periodo i ragazzi degli oratori ossolani sono stati coinvolti nella preparazione e nell’organizzazione della giornata. “E’ una grande opportunità per i giovani del nostro territorio, che possono sperimentare qualcosa di diverso e di più sano” hanno concluso, al termine della presentazione dell'evento, don Marco Masoni e don Riccardo Zaninetti, direttore e vicedirettore dell’Ufficio diocesano di Pastorale Giovanile.
ossolanews.it

GMG Domodossola ospiterà il prosssimo 8 aprile la Veglia delle Palme 2017


La Giornata Mondiale della Gioventù è l’incontro internazionale di spiritualità e cultura dei giovani cattolici. Il Papa invita i giovani di tutto il mondo a vivere la GMG in un grande raduno internazionale ogni due o tre anni (l’ultima si è svolta nell’estate 2016 a Cracovia e la prossima sarà a Panama nel 2019), mentre nelle diocesi si celebra ogni anno in occasione della Domenica delle Palme. Nella Diocesi di Novara è tradizione che l’evento venga ospitato ogni anno in una città diversa: i giovani, dalle città di tutto il territorio diocesano si ritrovano quindi il giorno che precede la Domenica delle Palme per vivere insieme al vescovo Franco Giulio Brambilla una piccola GMG locale.
GRANDI COSE IN ME, TEMA DELLA VEGLIA 2017
Tema della Veglia delle Palme 2017 è “Grandi cose in me”. Papa Francesco ha invitato i giovani a vivere le GMG del triennio che li porterà al raduno mondiale di Panama, mettendo al centro della riflessione la figura della Vergine Maria come un modello da imitare. “Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente” (Lc 1,49) è il versetto del Vangelo di Luca che sarà al centro dell’incontro diocesano dei giovani del prossimo 8 aprile. «La Veglia non è un evento sporadico, ma la tappa di un cammino, in cui i giovani, con Maria e in Maria, sono chiamati a rileggere la propria storia alla luce della fede – ha detto don Marco Masoni, direttore dell’ufficio di pastorale giovanile della diocesi di Novara -. Mi sembra bello e significativo sottolineare, che durante la serata di preghiera i giovani della nostra diocesi saranno posti sotto la protezione della Vergine del Sangue di Re così cara a tutti i fedeli della nostra Chiesa. Una copia del quadro giungerà a Domodossola dal santuario di Re nel pomeriggio accompagnata da un gruppo di giovani che con una fiaccolata attraverseranno tutti i comuni interessati».
IL PROGRAMMA DELLA VEGLIA A DOMODOSSOLA
A presentare il programma è stato don Riccardo Zaninetti, vicedirettore dell’ufficio diocesano per la pastorale giovanile e coadiutore della parrocchia di Domodossola. L’evento avrà inizio sabato 8 aprile con la fiaccolata dal Santuario della Madonna di Re alle 13.30, che arriverà alle 16.30 in piazza Mercato a Domodossola. Nel pomeriggio, dalle 16.30 alle 19, nella chiesa di San Giuseppe ci sarà l’Adorazione, in piazza Mercato lo stand “Rivivi la tua GMG: lascia la tua impronta” e nei luoghi della storia di Domodossola visite guidate dai giovani.
Alle 17.15 e alle 18.30 si terranno due spettacoli di artisti di strada in piazza Rovereto e in piazza Chiossi, mentre alle 19 ci sarà lo spettacolo in piazza Mercato di Wanda Circus, che ha organizzato il Giubileo dei Circensi a Roma. Alle 19.30 ci sarà la cena offerta dalla Pro Loco di Domodossola (con prenotazione presso l’Ufficio di Pastorale Giovanile entro il 29 marzo, via mail a giovani@diocesinovara.it). La Veglia di preghiera con il vescovo di Novara Franco Giulio Brambilla incomincerà alle 20.45 in via Rosmini davanti al Santuario della Madonna della Neve.
«Ringraziamo l’amministrazione comunale e la Proloco per la collaborazione che hanno dato all’evento – ha detto don Zaninetti -. E ringraziamo gli alunni e gli insegnanti delle scuole della città che collaboreranno ad accogliere, nel pomeriggio i partecipanti».
LA CITTA’ SI PREPARA AD ACCOGLIERE IL POPOLO DELLA GMG
Un lavoro di rete nell’organizzazione, sottolineato anche dal sindaco Lucio Pizzi e dal vicesindaco Angelo Tandurella: «Ci stiamo preparando ad accogliere 1500 giovani dalla provincia del Vco, di Novara e dalla Valsesia ed è un onore ospitare un evento di questo tipo – hanno detto -. Per farlo, il Comune farà rete con le scuole superiori ad indirizzo turistico, i cui alunni e insegnanti saranno a disposizione dei ragazzi che ospiteremo il prossimo 8 aprile, guidandoli alla scoperta della storia e delle bellezze di Domodossola. Per fare della Gmg diocesana, un grande evento di fede, ma anche di cultura».
fonte: vcoazzurratv

domenica 12 marzo 2017

Domo, al Sacro Monte pomeriggio barocco. Oggi alle 18

Bach, Rosetti, Pergolesi, Haydn: su questi quattro compositori verterà il concerto dei Solisti della Cappella musicale del Sacro monte Calvario oggi alle 18 all’oratorio dell’Addolorata (ingresso dal santuario) a Domodossola. L’appuntamento vedrà impegnati Silvia Arfacchia al violino, Nicola Sangaletti alla viola, Andrea Pecelli al violoncello, Roberto Mattei al contrabbasso, Marco Rainelli e Simone Ponta ai flauti e Federica Zoppis al cembalo. La loro è una formazione nata come laboratorio 
fonte: LASTAMPA.IT

Presentato il «Rosmini Day Seconda Edizione» di Rovereto

Si svolgerà nella Sala degli Specchi di Palazzo Rosmini, Casa Natale di Antonio Rosmini, dal 18-25 marzo 2017

E' stato presentato oggi a Rovereto, nella Sala degli Specchi di Palazzo Rosmini, Casa Natale del filosofo Antonio Rosmini, il Rosmini Day 2017 che si terrà dal 18-25 marzo 2017 a Rovereto.
Ad illustrare il programma e le finalità dell’edizione 2017 - che rispetto alla prima del 2016 si sviluppa su un’intera settimana e diventa «Giornate con Rosmini» - erano presenti la Vicesindaco di Rovereto Cristina Azzolini, Paolo Marangon vice-direttore del Centro Rosmini e coordinatore generale del Rosmini Day, Patricia Salomoni (che con lo stesso Marangon e con Carlo Brentari è nel team dei Responsabili scientifici e organizzativi), padre Mario Pangallo, direttore della Biblioteca Rosminiana, Fabrizio Rasera presidente dell'Accademia degli Agiati, Chiara Tamanini per l'IPRASE.
«Rosmini Day» propone una serie di manifestazioni in occasione dell’anniversario della nascita del grande pensatore roveretano, con il duplice obiettivo di favorire una accostamento semplice e interessante alla vita di Rosmini e insieme di conoscere meglio la sua nobile famiglia, che esercitò un ruolo significativo in ambito economico e culturale tra la metà del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, il secolo d’oro che cambiò il volto sociale e urbanistico della città.
La vicensindaco e assessore all'Istruzione Cristina Azzolini ha ricordato che i destinatari dell’iniziativa sono anzitutto gli abitanti della città.
 
«Pur nella diversità delle loro provenienze e nella varietà dei loro orientamenti religiosi e culturali per tutti Antonio Rosmini, pensatore di respiro universale e di fama mondiale, può costituire un punto di riferimento comune. Questo evento risponde al bisogno di conoscere e capire per affrontare il presente e costruire un mondo migliore» ha detto l'assessora Azzolini sottolineando che questo servizio di ricerca a favore di tutti, non si potrebbe fare se non ci fossero queste sinergie tra chi promuove, le scuole e gli enti che in questa seconda edizione sono più numerosi.
«Un coinvolgimento significativo perché si rivolge a tutti e si avvale della collaborazione di tanti» ha concluso Azzolini.
Paolo Marangon, vice-direttore del Centro Rosmini – Università di Trento e coordinatore generale dell'evento ha sottolineato il duplice obiettivo del «Rosmini Day».
«Rovereto è una città ormai segnata, come molte altre, dalla grande diversità etnica, culturale e religiosa dei suoi abitanti: in un contesto generale di grandi cambiamenti, che producono spesso incertezza e disorientamento, ritengo che la figura e l’eredità di Antonio Rosmini, pensatore di respiro universale e di fama internazionale, possano costituire per tutti un punto di riferimento comune, una radice culturale di questo territorio che continua ad alimentare l’identità e il senso di appartenenza alla città e al Trentino.»
  
Alle conferenze il compito di dare adeguata divulgazione alla figura del filosofo che – ha detto ancora il prof. Marangon – è certamente il più grande pensatore che il Trentino abbia avuto da sempre.
Ci sarà una conferenza inaugurale (20 marzo 2017) a cura del direttore del Centro Studi Rosmini dell'università di Trento, prof. Fulvio Di Giorgi e una lectio magistralis finale tenuta da Kurt Appel (25 marzo) su un tema di grande attualità: la riforma della Chiesa tra Rosmini e Papa Francesco.
Padre Mario Pangallo della Biblioteca Rosminiana ha evidenziato che non a caso si inizierà con una mostra d'arte a cura degli artisti UCAI.
«Non si può pensare a Rosmini senza la città di Rovereto, habitat che lungo i secoli è andato formandosi e costruendosi. Poichè l'arte ingloba in sé la realtà umana nella sua pienezza, ecco l'incipit con l'arte di essere e l'arte di amare.»
  

 
Il cuore del «Rosmini Day» è costituito da due itinerari – uno dedicato all’illustre Roveretano, l’altro a suo zio Ambrogio – che consentiranno di visitare i luoghi rosminiani della città con l’aiuto di studiosi e storici dell’arte. Entrambi partiranno dalla Casa natale, luogo di intensa fede e di ampia cultura, con i suoi preziosi mobili d’antiquariato, la sua collezione di opere d’arte e la sua straordinaria biblioteca storica, frutto della grandissima passione che accomunò Antonio allo zio Ambrogio, pittore e architetto al quale la città deve la progettazione di alcuni storici palazzi che tuttora abbelliscono Corso Bettini.
«Seguiremo tappe che ripercorrono l'azione apostolica di Rosmini sacerdote improntata alla giustizia e carità, principi inscindibili» ha sottolineato Patricia Salomoni del Comitato Scientifico che ha ricordato come in Santa Maria gli fu conferito il diaconato e nel chiostro della chiesa ci siano lapide sepolcrali della famiglia presente fin dal 1500 in città.
Una delle tappe sarà l'Ospedale di Rovereto per sottolineare il ruolo che il prete-filosofo ebbe nel caldeggiarne uno nuovo, sottolineando le carenze di quello attivo al suo tempo.
Iprase ha ricordato - per voce della professoressa Chiara Tamanini - che l'Aula Magna dove oggi ha sede l'istituto, arrivato a Rovereto a seguito dell'Accordo Pat-Comune, c'è un busto  ripristinato al suo posto originale.
 
Nella sede delle ex-scuole Damiano Chiesa ci sarà la mostra degli studenti delle scuole superiori che l’anno scorso hanno partecipato al concorso «Il mio Rosmini».
Durante le giornate Rosminiane anche un omaggio al poeta Clemente Rebora con la presentazione degli scritti di uno dei più insigni poeti del Novecento, il rosminiano Clemente Rebora, vissuto per alcuni anni a Rovereto. L'iniziativa è curata dall'Accademia degli Agiati.
Tra gli eventi anche un concerto nella splendida chiesetta di S. Osvaldo, progettata da Ambrogio Rosmini.
Infine una segnalazione da parte di Padre Mario Pangallo.
 
«Rovereto non ha ancora provveduto a stabilire una giornata di commemorazione nel dies-natalis. Si provvede da quest'anno con una messa che sarà celebrata nella Chiesa di Loreto, domenica 26 marzo. Una celebrazione commemorativa mancava: se la filosofia cerca la verità, la religione cattolica rappresenta la verità di Dio, quindi una celebrazione servirebbe a ricordare la centralità del lavoro di Rosmini sulla Verità» ha detto padre Pangallo che ha ricordato anche il rito del 1 luglio (data della morte) che si tiene in Santa Maria (che ha però valore parrocchiale).
Enti promotori del Rosmini Day sono Comune di Rovereto, Centro di Studi e Ricerche «Antonio Rosmini» (Dipartimento di Lettere e Filosofia - Università degli Studi di Trento), Biblioteca Rosminiana, Accademia degli Agiati in collaborazione con Iprase del Trentino, Unione Cattolica Artisti Italiani, Scuole Musicali «Riccardo Zandonai» e «Jan Novak», il Dipartimento di Scienze Cognitive - Università di Trento, Ospedale civile «S. Maria del Carmine», Parrocchie di S. Marco e S. Maria.
Informazioni utili: le visite guidate sono gratuite ma su prenotazione obbligatoria da comunicare entro mercoledì 22 ore 12.
Sono disponibili 40 posti per ciascun itinerario, occorre però chiamare il nr. 0464/452368 o via mail all'indirizzo cultura@comune.rovereto.tn.it

fonte: ladigetto.it

Visita a sorpresa di Vittorio Sgarbi al Centro internazionale di studi rosminiani a Stresa

Visita a sorpresa del critico d’arte Vittorio Sgarbi ieri sera al Centro internazionale di studi rosminiani a Stresa. Sgarbi, a Stresa per vedere Villa Pallavicino, con una telefonata al sindaco Giuseppe Bottini ha chiesto di poter entrare al Centro studi. Ad accoglierlo, oltre al primo cittadino, il direttore padre Umberto Muratore. «Rosminiano anch’io, provvidenza permettendo» ha scritto Sgarbi sul registro degli ospiti conservato nella camera di Rosmini, dove il filosofo (beato dal 2007) è morto il 1° luglio 1855. Il critico d’arte ha visitato anche il collegio e la tomba di Antonio Rosmini. 
lastampa.it

Domo: i Solisti della Cappella Musicale del Sacro Monte Calvario in concerto, domenica 12 marzo, alle 18


La Cappella Musicale del Sacro Monte Calvario e l’Istituto della Carità, nell’ambito della stagione concertistica 2017, propongono il concerto che si terrà domenica 12 marzo, alle 18, nell’Oratorio domestico dell’Addolorata (ingresso dal Santuario del SS. Crocifisso) al Sacro Monte Calvario di Domodossola e che vedrà impegnati, i Solisti della Cappella Musicale del Sacro Monte Calvario nell’esecuzione del Concerto in La min. per violino e archi BWV 1041 di J. S. Bach, del Concerto in Sol magg. per viola e archi di A. Rosetti, del Concerto in Sol magg. per flauto e archi di G.B. Pergolesi e del Concerto Nr. 1 in Do per violoncello e archi, Hob.VIIb:1 di F.J. Haydn.

Il concerto è reso possibile grazie alla sensibilità dell’Assessorato alla Cultura della Città di Domodossola, della Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte Calvario, dell’Istituto della Carità – PP. Rosminiani, con il sostegno prezioso della Fondazione CRT.
fonte: vcoazzurratv.it

venerdì 10 marzo 2017

Rosminiani / Valderice: intitolata a don Gaetano Gigli la piazza

MARTEDì 28 FEBBRAIO si è tenuta l’intitolazione della piazza antistante la parrocchia della frazione di Fico a don Gaetano Gigli, parroco rosminiano che dopo un periodo con don Riboldi tra i terremotati a Santa Ninfa fu nominato dal vescovo Ricceri parroco della parrocchia Sant’Antonio a Fico per 5 anni dove ha lasciato un ricordo indelebile tra i fedeli che si sono fatti promotori della richiesta d’intitolazione al sindaco di Valderice.
Di seguito anche la biografia predisposta dal Comitato promotore della richiesta.
BIOGRAFIA E BREVE MOTIVAZIONE DELLA RICHIESTA
Gaetano Gigli  nasce a Roma il 2 Gennaio 1939 da Enzo e Anna Maria Faraoni, dopo la scuola dell’obbligo si iscrive al liceo classico e successivamente alla facoltà di Medicina dell’Università di Roma, dove a 23 anni si laurea in Medicina e Chirurgia. Qualche anno prima della laure era sorta in Lui la vocazione al sacerdozio e alla vita religiosa avendo approfondito  gli studi su Antonio Rosmini e di comune accordo con i suoi genitori e con il proposito Generale del tempo decide di completare gli studi di medicina. Una volta terminati gli studi dopo due mesi è già a Domodossola al noviziato rosminiano.
Emette i primi voti nell’Agosto del 1965 e nel settembre del 1966 è studente di teologia a Roma . Emette i voti perpetui al Calvario di Domodossola il 26 Agosto 1968 e viene ordinato sacerdote a Roma il 7 Marzo 1970. Dal settembre di quell’anno e fino a settembre del 1971 è padre spirituale al Collegio Rosminiano di Domodossola. Nel settembre del 1971 viene inviato come prete assistente nella comunità rosminiana di S. Ninfa nella diocesi di Mazara del Vallo; parroco e superiore religioso di quella comunità era a quel tempo don Antinio Riboldi, poi vescovo di Acerra. Rimane a S. Ninfa fino al settembre del 1974 quando il superiore provinciale del tempo lo manda come superiore della comunità di Valderice, e il vescovo di Trapani mons. Ricceri lo nomina parroco della parrocchia S. Antonio di Padova.
Don Gaetano avvia però una collaborazione molto attiva con gli altri confratelli delle parrocchie di S. Marco e Crocevie . Non manca la collaborazione con le altre parrocchie di Valderice in modo particolare con Cristo Re e il parroco del tempo Mons. Sanclemente. Nello stesso periodo è anche insieme a Mons. Puma e Mons. Aguanno Vicario episcopale per la celebrazione del congresso Eucaristico Diocesano.
Nel periodo che va dal settembre del 1974 al settembre del 1981 è stato anche professore di religione presso il liceo scientifico Vincenzo Fardella di Trapani, suscitando negli studenti un profondo amore per la cultura, la vita spirituale e sociale del tempo.
Dal settembre del 1979 e fino al settembre del 1981 è stato superiore e parroco della parrocchia S. Giuseppe alle fontanelle in Erice C.S. .
Nel settembre del 1981 il proposito generale dei rosminiani lo volle come superiore regionale del Venezuela e nel marzo del 1986 Maestro dei novizi ad El Alto de Escuque a causa di una grande richiesta di giovani di entrare al noviziato. Nel settembre del 1995 è rettore al collegio internazionale rosminiano di Porta Latina a Roma e nel settembre del 1997 è Vicario della carità intellettuale nella Curia Generalizia dell’Istituto della Carità.
Dal 2001 cominciò quella malattia che con il passare del tempo lo porto dapprima a sacerdote assistente nella parrocchia dello Spirito Santo a Roma e nel Maggio del 2005 a Stresa nella casa di accoglienza.
Ricoverato a Torino all’ospedale Martini il 9 Febbraio del 2007 vi morì il 28 febbraio a pochi giorni di distanza.
Don Gaetano è sepolto nella cappella detta del paradiso al Sacro monte Calvario di Domodossola.
fonte: lagazzettatrapanese.it

La sfida tra talenti internazionali arricchisce l’Ossola guitar festival. la finale, organizzata nella sala Bozzetti del Sacro monte Calvario



Un concorso di richiamo internazionale e un montepremi di 8 mila euro, ma con una ricaduta locale in termini di visibilità per il territorio. Questi sono i presupposti della collaborazione tra il Festival chitarristico della valle Ossola e la neonata Fondazione «Paola Ruminelli» (che ha come braccio operativo la già esistente associazione «Mario Ruminelli»). 

I chitarristi che si occupano di musica da camera interessati a partecipare al concorso avranno tempo fino a maggio per iscriversi alle selezioni eliminatorie che si svolgeranno tramite Youtube. Domodossola ospiterà poi una semifinale a porte chiuse con una giuria in parte composta da professionisti presenti nel cartellone del festival e altri nomi importanti del panorama musicale; mentre la finale, organizzata nella sala Bozzetti del Sacro monte Calvario, verrà inserita tra le tappe della rassegna itinerante estiva. Il vincitore si aggiudicherà un premio di 4 mila euro; 2.500 saranno al secondo classificato e il terzo ne riceverà 1.500. 

«Sono somme importanti che, aggiunte ai successi ottenuti dal Festival in questi vent’anni, ci permettono di avere un’ottima visibilità a livello internazionale - commenta il direttore artistico Salvatore Seminara -. Paola Ruminelli aveva già preso contatti con Artexe, l’associazione organizzatrice del Festival, e teneva al progetto. Tante saranno le novità in programma quest’anno a cui stiamo lavorando con grande impegno e che presto comunicheremo». Tutte le informazioni sui concorsi possono trovare consultando il sito www.ossolaguitarfestival.com.
tratto da lastampa.it

giovedì 9 marzo 2017

Gli incontri tra Manzoni e Rosmini


È nel 1860 che Manzoni riceve le visite di Cavour e Garibaldi; nel 1861, nominato senatore, partecipa alla seduta del Senato in cui si proclama Roma capitale d'Italia. Nato il 7 marzo del 1785, Manzoni muore a Milano il 22 maggio del 1873.

Fu soprattutto con il suo romanzo I promessi sposi che Manzoni esercitò un'influenza di prim'ordine sulla più ampia opinione pubblica italiana, tanto da venir considerato come l'iniziatore del liberalismo cattolico italiano (G. Candeloro). Liberale cattolico per la ragione che, a suo avviso, l'unico criterio valido per interpretare eventi storici e situazioni politiche sta nel bene e nel male dei singoli individui la cui vita si è intrecciata e si è svolta in precise situazioni e in concreti eventi storici. Interpretazioni deterministiche della storia umana, l'affidarsi alla ragion di Stato, l'esaltazione dei geni politici e della guerra, la sostituzione del principe con principî dogmatici dalle conseguenze cariche di sofferenze, la giustificazione utopistica di sacrifici certi della generazione presente in nome dell'ipotetico bene della generazione futura, sono concezioni e prospettive che Manzoni rifiuta. «Quel che ci interessa nel Manzoni, per capire il lato liberale del suo cattolicesimo, è l'interpretazione che dà, nelle Osservazioni sulla morale cattolica, del 1819, dei fondamenti interiori dell'obbedienza all'autorità della Chiesa. È sempre il dictamen interiore della coscienza che deve portare il credente ad accettare la legge cristiana che, d'altra parte, si inserisce nell'ordine della grazia e della carità» (A. Passerin d'Entrèves).

Il fulcro della concezione morale e della prospettiva politica del Manzoni è la persona libera e responsabile, illuminata e fortificata dalla fede nella Provvidenza. Quella fede che, come leggiamo nel cap. VII delle Osservazioni sulla morale cattolica, ha accompagnato i martiri cristiani i quali, come Ignazio di Antiochia o i cristiani di cui si parla nella lettera di Plinio a Traiano, ebbero il coraggio di opporsi al potere assoluto dell'imperatore romano, di dissacrarlo e relativizzarlo in nome del Dio trascendente: Káysar non è Kýrios. È ben vero che la cristianità nel corso della storia ha offerto esempi di crudeltà commesse con il pretesto della religione, senonché precisa Manzoni «si può sempre asserire che coloro i quali le hanno commesse, furono infedeli alla legge che professavano; che questa li condanna. Nelle persecuzioni gentilesche, invece, nulla può essere attribuito a inconseguenza dei persecutori, a infedeltà alla loro religione, perché questa non aveva fatto nulla per tenerli lontani da ciò». La verità è che «l'idea della moralità, quale l'ha rivelata il Vangelo, è tale che nessun sistema di morale venuto dopo non ha potuto lasciar di prenderne qualcosa». È un'etica, quella cristiana, che come leggiamo nella Storia della colonna infame respinge la resa ai fatti: giustificare un'azione ingiusta o «fatti atroci dell'uomo contro l'uomo» come «effetto dei tempi o delle circostanze non è una scusa, ma una colpa».

La morale del Vangelo ci libera dall'idolatria e dal servilismo nei confronti del potere. In fondo, «ogni potere ingiusto, per far male agli uomini, ha bisogno di cooperatori che rinuncino ad obbedire alla legge divina, e quindi l'inesecuzione di essa è la condizione più essenziale perché esso possa agire». Ma questo non deve far dimenticare «la lunga successione di cristiani coraggiosi che seppero non solo astenersi dalla adulazione, ma dire il vero con pericolo». Contrario al principe assoluto, il cristiano ha da essere critico anche nei confronti della presunta assolutezza di principî e prospettive politiche assolutiste. Robespierre, scrive Manzoni in Dell'invenzione, era un uomo senza interessi privati, noncurante della ricchezza e dei piaceri, e di costumi sobri; ma egli aveva imparato da Rousseau che l'uomo nasce buono e che le istituzioni sarebbero l'unico ostacolo a uno stato perfetto della società; da qui la sua decisione «di levare di mezzo» tutti quegli uomini che si opponevano alla riconquista della felicità sulla faccia della Terra. Una irragionevole idea, dunque, «potè far perdere l'orrore della carneficina a un uomo, il quale, nulla indica che n'avesse l'abominevole genio».

La libertà vera, afferma Manzoni, è «quella che consiste nell'essere il cittadino, per mezzo di giuste leggi e di stabili istituzioni, assicurato, e contro violenze private, e contro ordini tirannici del potere, e nell'essere il potere stesso immune dal predominio di società oligarchiche, e non sopraffatto dalla pressura di turbe, sia avventizie, sia assoldate: tirannia e servitù del potere, che furono, a vicenda, e qualche volta insieme, i due modi dell'oppressione esercitata in Francia ne' vari momenti di quella Rivoluzione; uno in maschera di autorità legale, l'altro in maschera di volontà popolare».

Contrario a quanti nella religione vedono un instrumentum regni, e ugualmente avverso a quel cattolicesimo politico che pretende di fare dello Stato un instrumentum religionis, Manzoni seppe coerentemente unire la sua cattolicità con la sua laicità. È del 28 febbraio 1843 una lettera a Rosmini in cui si dichiara «laico in tutti i sensi». Egli, scrive Passerin d'Entrèves, «riesce a provare che la fede, il coraggio, la resistenza degli umili alla sofferenza sostengono questa civiltà vacillante e scossa da tante debolezze e dalla corruzione, che minano anche le grandi istituzioni maestre, lo Stato e la Chiesa. Prova anche che l'uomo non è nato libero, come suggeriva Rousseau, ma che deve conquistarsi la libertà fra tutte le contraddizioni della storia e della società, con uno sforzo che impegna ogni individuo, fino a coloro che i filosofi umanitari avevano stimato insignificanti. Questo è il lato democratico della inchiesta che Manzoni ha condotto, su un campo appartenente alla storia, malgrado il suo carattere apparentemente letterario, e questo è il messaggio che egli ha trasmesso a quei cattolici liberali, e anche a quei democratici che hanno cercato, dopo di lui, di costruire in Italia uno Stato laico lottando contro il temporalismo della Chiesa, ma pure contro gli eccessi di un anticlericalismo rancoroso e sterile».

Vivere il Triduo Pasquale nel silenzio e nel ritiro del Sacro Monte di Domodossola Settimana Santa 2017


9 aprile: DOMENICA DELLE PALME
h. 9.30 S. Messa con benedizione degli ulivi alla Grotta di Lourdes, processione e canto del Passio
h. 15.00 Via Crucis della Parrocchia di Calice con partenza dalla Prima Cappella
h. 16.30 S. Messa con benedizione degli ulivi

10 aprile: LUNEDI' SANTO
Sacra Rappresentazione della Passione curata dai ragazzi e dai giovani dell'Istituto Antonio Rosmini di Domodossola (ORARIO DA DEFINIRE)
13 aprile: GIOVEDI’ SANTO
h. 18.00 S. MESSA DELL’ULTIMA CENA E LAVANDA DEI PIEDI. SEGUE RIPOSIZIONE DEL SS.MO SACRAMENTO NELL’ALTARE DELL’ADORAZIONE E ADORAZIONE EUCARISTICA;
h. 21.00 ADORAZIONE COMUNE E COMPIETA;
LA CAPPELLA DELL’ADORAZIONE (ORATORIO DELLA MADONNA ADDOLORATA, RIMANE APERTA, IN FORMA SOLENNE FINO ALLA MEZZANOTTE;

14 aprile: VENERDI’ SANTO
h. 8.00 LODI MATTUTINE - h. 9.30 UFFICIO DELLE LETTURE E MEDITAZIONE - h. 12.10 ESAME DI COSCIENZA, ORA MEDIA E “PATER”;
h. 15.00 CELEBRAZIONE DELLA PASSIONE DEL SIGNORE E CANTO DEL “PASSIO”;
h. 20.30 SOLENNE “VIA CRUCIS” LUNGO LA “VIA REGIA” CON PARTENZA DALLA PRIMA CAPPELLA AI PIEDI DEL CALVARIO;
SEGUE IL CANTO DELLE “ULTIME SETTE PAROLE DI GESU’ SULLA CROCE”, LA BENEDIZIONE E IL BACIO DELLA RELIQUIA DELLA SANTA CROCE.

15 aprile: SABATO SANTO
h. 8.00 LODI MATTUTINE - h. 9.30 UFFICIO DELLE LETTURE E MEDITAZIONE - h. 12.10 ESAME DI COSCIENZA, ORA MEDIA E “PATER”;
h. 22.00 SOLENNE VEGLIA PASQUALE DI RISURREZIONE.

16 aprile: DOMENICA DI PASQUA 
Le Sante Messe seguono orario festivo:
h. 9.30 SANTA MESSA;
h. 16.45 ADORAZIONE EUCARISTICA, VESPRO E BENEDIZIONE.
h. 17.30 SANTA MESSA.

17 aprile: LUNEDI’ TRA L’OTTAVA DI PASQUA (detto “dell’Angelo”)
h. 9.30 SANTA MESSA.
Le liturgie saranno animate dalla Cappella Musicale del Sacro Monte Calvario: Schola Gregoriana, Convivium Musicum dei Polifonisti del Sacro Monte.

Predicherà il triduo p. Pierluigi Giroli i.c.

È possibile iscriversi per tutto o parte del Triduo con possibilità di pernottamento, vitto e alloggio, nonché di partecipazione alle liturgie e alle meditazioni. È anche possibile anticipare o prolungare la permanenza al di fuori dei giorni del Triduo Pasquale. Durante il Triduo si raccomanda di mantenere un clima di silenzio e di raccoglimento.

I santi del 09 Marzo 2017


Santa FRANCESCA ROMANA   Religiosa - Memoria Facoltativa
Roma, 1384 – 9 marzo 1440
Nacque a Roma nel 1384. Cresciuta negli agi di una nobile e ricca famiglia, coltivò nel suo animo l'ideale della vita monastica, ma non poté sottrarsi alla scelta che...
www.santiebeati.it/dettaglio/26350
San DOMENICO SAVIO   Adolescente
Riva di Chieri, Torino, 2 aprile 1842 - Mondonio, Asti, 9 marzo 1857
Ancora bambino decise quale sarebbe stato il suo progetto di vita: vivere da vero cristiano. Tale desiderio venne accentuato dall’ascolto di una predica di don Bosco, dopo la...
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Santa CATERINA (VIGRI) DA BOLOGNA   Vergine
Bologna, 8 settembre 1413 - ivi, 9 marzo 1463
Nata a Bologna l'8 settembre 1413 dal ferrarese Giovanni de' Vigri e Benvenuta Mammolini, Caterina viene educata alla corte Estense, che in quel tempo toccava l'apogeo del suo sple...
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San PACIANO DI BARCELLONA   Vescovo
m. 390
Governò la diocesi di Barcellona, in Spagna, difendendo la Fede. Egli affermava che il suo nome era Cristiano e Cattolico il suo cognome.
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Santi PIETRO CH’OE HYONG E GIOVANNI BATTISTA CHON CHANG-UN   Martiri
† Nei-Ko-Ri, Corea del Sud, 9 marzo 1866
I laici Pietro Ch’oe Hyong (nato a Gongju nel 1814) e Giovanni Battista Chong-Chang-Un (nato a Seoul nel 1811) condussero i genitori al battesimo e stamparono libri religiosi. Per ...
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Santi QUARANTA MARTIRI DI SEBASTE   
Sebaste (Armenia), † 320
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San BRUNONE BONIFACIO DI QUERFURT   Vescovo camaldolese, martire
Querfurt (Sassonia), 974 – Moravia Orientale, 9 marzo 1009
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San VITALE DI CASTRONUOVO   Asceta
Castronovo di Sicilia, inizi del X sec. – Rapolla, 994
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Beato ANTONIO ZOGAJ   Sacerdote e martire
Kthellë, Albania, 26 luglio 1908 – Durazzo, Albania, 9 marzo 1948
Don Anton Zogaj, della diocesi di Durazzo, era segretario dell’arcivescovo monsignor Vinçenc Prennushi quando, nel 1945, venne arrestato. Fu ucciso mediante fucilazion...
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domenica 5 marzo 2017

Della natura costituzionale della società civile

Pubblicata l’edizione nazionale e critica del volume del beato Rosmini a cura di Ludovico Maria Gadaleta. Un'opera di disarmante attualità
I partiti politici sono gli artefici del più grande diaframma dall’Unità d’Italia ad oggi. Disgusto e riluttanza è la percezione più diffusa in questo tempo nell’italico paese, nei confronti della classe politica «il verme che corrode la società», ammonisce il filosofo Antonio Rosmini (1797-1855). La scissione tra gente e rappresentanti della politica ha raggiunto oramai livelli inimmaginabili. Da decenni la partitocrazia dei professionisti, vive della politica e non per la politica per parafrasare Max Weber (1864-1920) - impegnata nelle infinite diatribe interne - sorda al cambiamento e rinnovamento dei cittadini si è rifiutata di capire le esigenze della società civile.  

Ora, una importante bussola, capace di ricondurre gli uomini nell’alveo di una politica che si occupi delle persone, è offerta dalla recente pubblicazione per l’edizione nazionale e critica dell’opera del beato Rosmini a cura di Ludovico Maria Gadaleta intitolata Della natura costituzionale della società civile  (Città Nuova, vol. 34, pp. 459, euro 58,00). Opera giovanile di Rosmini è uscita postuma nel 1877, di disarmante attualità, fu composta «nel 1827 in Milano, cercando che la verità e quell’assestamento della società civile che riuscisse più conforme alla giustizia e adducesse la prosperità civile» (p. 74). L’opera, rientrante in un disegno di opera di filosofia politica, consta oltre all’introduzione del curatore Gadaleta (neo bibliotecario della prestigiosa biblioteca del Centro internazionale di studi rosminiani, succede a Cirillo Bergamaschi ndr), dell’introduzione del Roveretano, e di quattro libri (solo i primi due furono completati): il Tribunale politico; il Potere legislativo; la Magistratura e la Magna Charta più le Appendici.  

L’opera Della natura costituzionale della società civile è scandita nell’analisi dei tribunali e del potere legislativo volti a tutelare le persone dalle prepotenze dei governanti di turno (purtroppo oggi gli italiani sul piano della burocrazia, tassazione e malcostume politico ne sanno qualcosa). Il problema per Rosmini adùnque è cercare qual sia la costituzione naturale della società civile e così eliminare dalla «società» ogni forma di dispotismo a contrasto del vetusto vizio dei partiti imparentati con Proteo. «Il fine della società non è altro che quello di regolare la modalità di tutti i diritti dei cittadini, acciocché si collidano fra loro il meno possibile, siano tutelati, e sviluppati. […] Di che risulta che la società naturale, che noi andiam ricercando debba avere due qualità, essere giusta, ed essere regolare», «queste due qualità della società naturale rientrano in una sola, cioè si riducono alla giustizia, perocché ogni moltitudine unita in società civile, o che si vuole unire, ha il diritto di pretendere di essere costituita in modo regolare, perocché questo è il migliore, ed ella ha il diritto di avere la migliore forma possibile di governo. Questo diritto del popolo è inalienabile, e non offende menomamente i diritti delle persone governanti» (p. 75-76). 

Ed allora l’urgenza contemporanea sentita dai cittadini grazie «alla rapida diffusione dei lumi in tutte le classi della società» (p. 312) quando si deduce che «le disposizioni ingiuste del governo impediscono che la società civile ottenga il suo fine, contengono una violazione dei diritti dei cittadini a danno o dei particolari, o delle minorità, o della parte debole o di tutto il corpo sociale» (p. 90-91). Ed ecco la novità del Nostro «per lui indispensabile in una società, premessa per il corretto e giusto funzionamento del governo civile», nota Luciano Malusa. Il concepimento dell’organo giuridico - politico adatto a tale scopo – tra l’altro di forte necessità odierna -: il tribunale politico, il custode della Costituzione, perché gli errori del Governo non rimangano nel dimenticatoio a discapito dei cittadini come spesso siamo abituati. Quis custodiet ipsos custodes? Chi sorveglierà i sorveglianti? (Giovenale). «Se la politica prescinde da una filosofia della politica cioè da una fondazione e teorizzazione compiuta e coerente, presto o tardi si riduce a neobarbarie, a pascolo incontrollabile di interessi e passioni, di particolarismi, che come tali, necessariamente disgregano micro e macrosocietà», spiega Pier Paolo Ottonello. 

lastampa.it

venerdì 3 marzo 2017

Quaresima è il momento di fermarci. Via Crucis al Calvario



Via Crucis delle domeniche di Quaresima 2017
5 marzo
12 marzo
19 marzo
26 marzo
2 aprile
9 aprile
Inizio alle ore 15.00: a seguire la S. Messa.

E’ possibile per gruppi animare la Via Crucis anche trascorrendo la giornata al Calvario, con possibilità di ospitalità sia per il vitto che per l’alloggio se si volesse fare un week-end.

Recapiti /contatti
tel. 0324/242010
cell. 340/3544798

fax. 0324/340342 
Il Complesso monumentale
del Sacro Monte con le sue Cappelle

 Al “Calvario” si può salire
 percorrendo a piedi
un’antica strada acciottolata,
all'ombra di faggi e castagni.
È l’antica “Via Crucis”
che accompagna il pellegrino
lungo il mistero
della Passione di Cristo
"La Quaresima è un tempo liturgico, la nostra vita è composta di tempi, di momenti, di periodi e la Chiesa con i suoi tempi liturgici che scandiscono la vita ci aiuta a vivere la Rivelazione portata da Cristo". Una riflessione sulla Quaresima, a pochi minuti dalla fine della "Statio" all' Aventino con il Papa, arriva dal prof. don Angelo Lameri, docente alla Pontificia Università Lateranense, intervistato da Fabrizio Mastrofini nell'ambito della trasmissione settimanale "Roma: la Chiesa nella Città", in collaborazione con l'Ufficio per le Comunicazioni Sociali del Vicariato di Roma. Il dialogo con il prof. Lameri è occasione per parlare anche delle "Stationes" quaresimali nelle Basiliche e Chiese di Roma. 
Quaresima - spiega don Lameri - è il momento di fermarci. "Forse non sempre troviamo la possibilità di farlo e tuttavia la Quaresima ci invita a farlo perchè è occasione di meditare. Due termini scandiscono i 40 giorni - che ricordano la marcia di Israele nel deserto per 40 anni; e i 40 giorni di Gesù - e sono: esercizio, combattimento. la Quaresima è un esercizio spirituale, per tenere allenato il nostro animo. A Roma come ovunque ci imbattiamo in persone che corrono, fanno jogging, per tenere allenato il fisico. La Quaresima è esercizio per lo spirito. allo stesso tempo è combattimento: un termine mutuato dal mondo militare, indicando l'impegno e la fatica che dobbiamo porre per vicnere le tentazioni dell'egoismo e della chiusura in noi stessi".
La Statio all'Aventino - prosegue il prof. Lameri - ha aperto la Quaresima è sottolinea la "dimensione pubblica della penitenza, penitenza di tutta la Chiesa. La tradizione antica vedeva la processione salire verso Santa Sabina, avanzando dunque in un percorso in salita, faticoso, progressivo".
E veniamo alla tipica tradizione romana delle "Stationes" quaresimali. In ognuno dei 40 giorni, una Basilica o una Chiesa del centro, dove è più solenne e forte la memoria dei Martiri, diventano luogo di appuntamento penitenziale e liturgico.
"La statio nella tradizione romana - spiega don Lameri - rimanda appunto al linguaggio militare: montare la guardia. la Quaresima invita alla vigilanza: in ogni chiesa, ogni giorno, si riuniva il popolo cristiano di Roma accanto al vescovo. Nelle chiese delle "stationes" leggiamo un itinerario urbano-simbolico. Per Santa Sabina ci concentriamo sulla fatica della salita, dell'ascesa; per S. Giorgio al Velabro mettiamo al centro il combattimento contro il drago, il male; nella Basilica di Santa Croce riflettiamo sul Calvario. le Stationes indicano un cammino che raduna la comunità".
Come possiamo prepararci al tempo di Quaresima? Cosa consiglia don Angelo Lameri? "Gli aspetti qualificanti riguardano la preghiera, la carità, il digiuno. penso che ognuno di noi dovrebbe riscoprire la preghiera e l'ascolto della Parola - il tempo del deserto; la carità come uno stare in silenzio che ci porti a riconoscere Cristo nei nostri fratelli; il digiuno come tappa per riscoprire l'essenziale nella nostra vita quotidiana". Roma, poi, e l'Università lateranense, risultano un "punto di osservazione significativo perchè vi confluiscono tradizioni diverse. Si coglie, nella diversità, il sostrato che accomuna tutti: il Vangelo. D'altra aprte a Roma si scoprono tradizioni e riti diversi nell'alveo del mondo cattolico, respirando la ricchezza e la varietà della Chiesa e come lo stesso messaggio può venire incarnato in culture e contesti differenti". e così, argomenta il prof. Lameri, la Quaresima è una occasione ulteriore.
"Soprattutto a Roma - conclude don Angelo Lameri - possiamo sfruttare l'opportunità di apertura universale che la città offre, mettendoci in ascolto di tradizioni e culture diverse" sia nel mondo cattolico, sia diverse e provenienti da altri continenti. "Mettersi in ascolto vuol dire pensare che il nostro modo di vivere il Vangelo non è l'unico" vista la presenza in città di tante espressioni differenti dell'unico orbe cattolico. "Mettersi in ascolto vuol dire che abbiamo da imparare e possiamo farlo compiendo non solo un pellegrinaggio nelle Stationes ma anche affinando la capacità di accogliere modalità di vita e tradizioni che hanno qualcosa da dirci".
E' tutto per questa puntata. Alla prossima!
Radio Vaticana

giovedì 2 marzo 2017

Renato Corti per la prima volta in Ossola da Cardinale per la Festa della cella

Era gremita sabato sera la chiesa

Collegiata per Festa della cella, ovvero l'anniversario dell'arrivo del Beato Antonio Rosmini al Sacro Monte Calvario il 20 febbraio 1828. La messa è stata presieduta da Monsignor Renato Corti per la prima volta in Ossola da Cardinale. Con il vescovo Corti a celebrare la messa erano presenti il postulatore della Causa di Beatificazione di Antonio Rosmini padre Claudio Papa, il parroco di Domodossola Vincenzo Barone e una ventina di sacerdoti . In prima fila il sindaco di Domodossola Lucio Pizzi e autorità militari. Monsignor Corti si è soffermato sul richiamo che il Crocifisso ha avuto per il Beato Antonio Rosmini. “La vita di Rosmini – ha detto il Cardinale - è molto segnata da Gesù Crocifisso per la sofferenza e per le ispirazioni raccolte da Gesù che testimoniano fino a dove può arrivare il suo amore per l'uomo. Rosmini che poteva fermarsi a Milano con amici importanti decise di arrivare al Calvario il 20 febbraio del 1828 e di celebrare la messa il giorno successivo nel Santuario del Santissimo Crocifisso”. Monsignor Corti nell'omelia ha fatto anche un cenno alla nomina di cardinale di Rosmini, poi sfumata e ha infine definito Rosmini Santo. “Mi sembra che sia Santo – ha detto - perchè ha sempre cercato la verità e si è sempre ispirato a Gesù nel suo momento più alto di amore che è il Calvario ed è venuto qui, la sua vita non è stata mai facile e l'ha sempre affrontata con grande fede. Andando nell'archivio a Stresa e vedendo i suoi testi ho notato che ai margini dei testi che leggeva scriveva degli appunti che molte volte erano preghiere univa lo studio e la preghiera è un Santo”. Da ascritto rosminiano ha assicurato che metterà una buona parola per la Santificazione di Rosmini”.
ossola24